novembre 11, 2008
Maggioranza ed opposizione
Il principio fondante della democrazia è la rappresentatività. Il principio di ogni democrazia moderna è costituito dall’equilibrio, instabile, generato dal conflitto (politico in genere) tra le azioni della maggioranza e le opposte ragioni dell’opposizione. Questo è necessario proprio perchè ogni individuo, ogni gruppo, possa veder realizzate, di volta in volta, le proprie istanze, veder risolti i propri problemi e bisogni ma, più di tutto, dar voce al proprio dissenso, principalmentre nelle sedi istituzionali attraverso i propri rappresentanti eletti.
Non si tratta di una consuetudine, nè di una “buona prassi”. Si tratta di una necessità, di un elemento insostituibile ed ineliminabile, se non si vuole assistere alla scomparsa stessa della democrazia. Ed è un principio valido a tutti i levelli, sia nazionale che locale.
Dopo il preambolo veniamo a noi, elezioni amministrative del 27 e 28 maggio 2008. Come sempre succede da quando è nata la “seconda repubblica”, le elezioni vengono vinte nettamente (anche se non spudoratamente come 5 anni prima) dalla coalizione di centro-destra – i partiti storici arricchiti da una miriade di simboli, speranzosi di conquistare un posto al sole. Risultato, 24 consiglieri alla maggioranza 16 all’opposizione.
Perfetto. La maggioranza governerà e l’opposizione si opporrà, presenterà delle controproposte, controllerà l’operato della maggioranza. Insomma darà voce alla metà, anzi poco meno, di elettori che hanno votato contro i vincitori.
Ma il giorno dopo le elezioni arriva il primo colpo di scena. Un consigliere eletto nell’opposizione passa alla maggioranza, perchè in disaccordo col proprio partito. Ma come, non sapeva di essere in disaccordo anche il giorno prima? Misteri della politica. Certo, ogni consigliere (come ogni parlamentare) rappresenta tutti gli elettori senza vincolo di mandato, ma bisogna spiegarlo a tutti coloro che hanno votato un candidato proprio perchè era contrapposto alla schieramento nel quale è confluito. Come si dice a pensar male si fa peccato ma raramente si sbaglia. Ma facciamo finta di credere ad una illuminazione giunta “sulla via di Damasco”. In fondo la politica è una vocazione e non si può prevedere quando arrivaerà “la chiamata”. Perciò, ancor prima della nascita del “nuovo” governo cittadino, maggioranza 25 opposizione 15.
Capita, non ci si può fare niente, è sempre successo che qualche consigliere cambiasse “casacca”. Infatti, prima delle elezioni, diversi consiglieri aveva fatto il percorso inverso passando dalla maggioranza all’opposizione.
Ed in realtà, almeno ufficialmente, il processo di “travaso” sembra essere fnito lì. Però tra la realtà vera e quella ufficiale c’è la stessa differenza che passa tra la teoria e la pratica di una famosa barzelletta.
Nella pratica per indicare la maggioranza si farebbe prima – pochi secondi – a dire chi fa ancora parte, realmente, dell’opposizione.
Nella pratica, un candidato sindaco sconfitto è giornalmente ricevuto dal Sindaco per sbrigare i propri affari privati.
Nella pratica, un candidato sindaco sconfitto partecipa alle riunioni di maggioranza.
Nella pratica, alcuni consiglieri nominalmente appartenenti all’opposizione partecipano alle riunioni di maggioranza.
Nella pratica, alcuni consiglieri comunali dell’opposizione sono spesso ricevuti dal Sindaco per motivi concernenti i propri interessi privati.
Nella teoria viviamo in un sistema democratico e rappresentativo. Nella pratica siamo sottoposti ad un regime che rappresenta e difende solo sè stesso. Perchè qui non si parla di pochi individui egoisti che “fanno i propri interessi”. Si parla di un sistema di potere totalitario, che fa leva sul consenso assoluto e scontato degli elettori. Si parla di una concezione e mentalità mafiosa, che costringe chiunque (CHIUNQUE) abbia necessità di vedere riconosciuti e difesi i propri diritti, oppure fare delle richieste (legittime e non) a scendere a compromessi.
Si parla di un CANCRO che, non potendo (e volendo) essere curato, infetta anche le parti sane. Si dovrebbe intervenire tempestivametne per impedire che questa città, questa società, muoiano. E per farlo ci vuole una maggioranza che governi, un’opposizione che si opponga e controlli (VERAMENTE) e, specialmente, un risveglio delle coscienze che costringa i propri rappresentanti a perseguire gli interessi di tutti.
Ma forse è troppo tardi………..
ottobre 28, 2008
Latina Ambiente
Voglio fare l’imprenditore – ma non uno qualsiasi. Voglio fare l’imprenditore a Latina – ma non uno qualsiasi. Voglio fare l’imprenditore con un ente pubblico di Latina, Comune o Provincia fa lo stesso.
Perchè questo obiettivo? Perchè è come aprire un’edicola o un tabacchi, ci sono guadagni sicuri e senza perdite, con la differenza che con un’edicola o un tabacchi gli affari poterbbero anche andare male.
Prendiamo il caso di Latina Ambiente. Fino a qualche anno fa il servizio dei rifiuti veniva gestito dal Comune, finchè qualcuno ebbe il colpo di genio di fondare una società partecipata. Non so con quali criteri sia stato scelto il partner (e lo dico senza alcuna malizia), sta di fatto che venne realizzata una S.p.A. tra il Comune, che detiene il 51% delle quote, ed un privato, che detiene il restante 49%. Fin qui nulla di strano. Le “particolarità”, però, iniziano subito dopo, infatti non si riesce a capire in che modo si sia riuscito a raggiungere quel 49%. La sede della società è un’area, ed una struttura, comunale, i mezzi erano quelli comunali, le attrezzature anche. In pratica il Comune ha deciso di dividere a metà con qualcuno qualcosa che era suo completamente. Ed è solo l’inizio.
Latina Ambiente è una S.p.A., una società mista, di conseguenza tutte le assunzioni vengono effettuate con gli stessi criteri dei privati, senza concorso, utilizzando soldi publbici. Come soldi pubblici? Certo soldi pubblici, perchè questa società incassa gli introiti della famigerata T.I.A. (tariffa di igiene ambientale), che sono i nostri (quindi pubblici). Oltretutto effettua servizi di pulizie per il Comune, che paga con i soldi delle nostre tasse.
Questo è il peccato originale, però dopo il battesimo si ricomincia come nuovi, con migliori propositi e comportandosi da buoni cristiani vero? Oppure no?
Qualche dubbio viene anzitutto pensando a come, in parte, è stato reclutato il capitale umano. Senza fare della sterile polemica, diciamo che sono state seguite, a volte(?), logiche clientelari. Ma vabbè, il lavoro è un diritto costituzionalmente garantito. I problemi sono altri.
Partiamo dalla T.I.A. In poche parole l’importo in bolletta è diviso in due parti. La prima è una quota fissa da pagare sempre e comunque, la seconda è una quota variabile che diminuisce (anzi dovrebbe diminuire) con l’aumentare della quota di rifiuti differenziati che ogni famiglia produce e divide. Però, come si fa a stabilire quanti rifiuti differenzia ognuno se questi vengono raccolti anonimamente? Se io getto una busta di carta da riciclare, ma in nessun modo è possibile farla risalire a me, anche la seconda quota (variabile in teoria) non diminuirà mai. Ultimamente Latina Ambiente sta distribuiendo codici a barre adesivi, personalizzati per ogni famiglia, da attaccare (secondo logica) alle buste, staremo a vedere se cambierà qualcosa. Ma le zone nelle quali la differenziata non è arrivata? Bisogna pagare lo stesso senza alcuna possibilità di sconto. Oltretutto, forse, esisteva una soluzione migliore dell’avere decine di buste dentro casa, oppure buttate sui marciapiedi in attesa del ritiro settimanale, evitando l’associazione immediata con l’emergenza nel napoletano di qualche mese fa.
Ma l’aspetto peggiore è quello economico. La società, ripeto, è mista. Se Latina Ambiente guadagna soldi li incassa, come è giusto che sia. Però se va in perdita chi paga? Beh, secondo logica ogni partner paga in proporzione alla propria quota, oppure no? NO!!!
Perchè se ci sono dei buchi nei bilanci dovuti alla cattiva gestione (gestione esclusiva e diretta del socio privato) la società batte cassa al Comune. Un esempio sono i 6 milioni di euro versati lo scorso anno, sotto la minaccia di licenziamenti e mancato pagamento degli stipendi. Naturalmente l’accordo era che venissero restituiti…. ma chi ci crede?
Infatti verranno restituiti in servizi al Comune (ma non li garantivano già prima?), in pratica un pagamento in natura.
Riassumendo, quando si tratta di incassare Latina Ambiente si trova in prima fila, quando si tratta di pagare si sposta da una parte e chiama il Comune a ripinare i debiti. Esiste un’attività più redditizia?
Voglio fare l’imprenditore
ottobre 24, 2008
Benvenuti
Questo è il post di apertura del blog e, come ogni volta che si inizia a scrivere, è il più difficile.
Qui comincia un progetto, che forse durerà poco, forse avrà lunga vita, forse non interesserà a nessuno oppure sarà seguito. In ogni caso ho un’idea precisa di quello che farò e posterò su queste pagine, anche se non mancheranno “improvvisazioni”.
Allora, cominciamo con le spiegazioni. Anzitutto il nome.
Questo blog parlerà di Latina, intesa come città, come territorio, come popolazione, e il titolo richiama proprio il motto della città. Latina Olim Palus – Latina una volta palude.
Il punto interrogativo è una mia aggiunta, e sta ad indicare proprio il dubbio se questa palude davvero non esista più. Naturalmente non mi riferisco all’aspetto geologico o territoriale o storico. La bonifica è un fatto e, con gli attuali cambiamenti climatici, non corriamo certo il rischio di essere di nuovo sommersi dalle acque. La palude, quindi, è altrove. Nell’economia, nella cultura, nella mentalità e, specialmente, nella politica. Questo sarà il mio obiettivo, raccontare Latina nel modo in cui la vedo, nel modo in cui la immagino, nel modo in cui la temo, e tutto da un punto di vista personalissimo, il mio.
Cercherò di descrivere i tanti mali che la affliggono ed anche, perchè ci sono, i pochi aspetti positvi. Per far questo tante volte userò dei fatti, delle voci e delle opinioni, ed ogni volta sarà mia cura specificare a quale di queste tre categorie appartiene ciò che scrivo, in modo da evitare il più possibile confusioni od errate interpretazioni.
Questo è quello che succederà, ad intervalli iregolari, nei prossimi tempi.
buona lettura e… benvenuti